Il colosso delle “golosità” Ferrero sta preparando un nuovo polo logistico dedicato alla gestione dei prodotti che necessitano lo stoccaggio a temperatura controllata. Il centro sarà situato ad Asti, nella frazione di San Marzanotto, e coprirà una superficie di circa 45mila metri quadrati, ridando nuova vita ad un’area inutilizzata da 20 anni. La decisione rientra in un più ampio intervento di riqualificazione industriale che prevede il rafforzamento della rete distributiva del gruppo. Fonti rilevano che i lavori sarebbero già partiti e che dovrebbero concludersi entro il prossimo anno, 2027, contribuendo all’ottimizzazione della supply chain del gruppo piemontese, proprietario dei marchi “Kinder”, “Ferrero Rocher”, “Estathe”, “Tic Tac” e, naturalmente, “Nutella”.

La notizia ci offre lo spunto per una riflessione. La logistica del freddo si sta trasformando velocemente in un ambito molto interessante per l’automazione. Un’evoluzione che cambia un paradigma, storicamente associato a difficoltà applicative, per il particolare contesto ambientale. Gli operatori del settore stiano investendo in infrastrutture sempre più avanzate, mentre strumenti autonomi per l’ispezione e l’inventario stanno acquisendo un ruolo crescente in ambienti operativi complessi.

Ne è un esempio la recente decisione di DHL Supply Chain, che all’inizio di quest’anno ha annunciato una collaborazione con il developer RLCold per la realizzazione di oltre 460.000 metri quadrati di infrastrutture a temperatura controllata in Nord America. Le due aziende hanno firmato un memorandum d’intesa a febbraio e hanno dichiarato che le attività di progettazione e pre-sviluppo prenderanno avvio nel corso dell’anno, con i primi siti previsti a Lakeville, in Minnesota, e a Mount Laurel, nel New Jersey.

Evidentemente qualcosa sta cambiando, anche nelle abitudini di consumo a livello globale, che fanno registrare una crescita importante della domanda di prodotti freschi e surgelati. Una tendenza che richiede la realizzazione di crescenti spazi da parte dei retailer della GDO, grossisti e altri operatori. È ragionevole attendersi – anche nel nostro Paese – un incremento delle soluzioni basate su inventario autonomo, sistemi di stoccaggio ad alta densità, sensoristica idonea ad ambienti con temperature sotto zero e modelli operativi progettati per limitare la presenza umana nelle aree più gravose.

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