In un articolo a cui dedicheremo ampio spazio nel prossimo numero di FAB – la seconda uscita del 2026 – parleremo di quanto stia diventando importante accendere i riflettori su quello che abbiamo definito il terzo pilastro dell’intrologistica, ovvero la componente energetica. Un concetto tecnologico che sta assumendo un ruolo sempre più rilevante, accanto alla meccanica e all’automazione. L’energia deve essere intesa in questo contesto come capacità di alimentare flotte e processi senza introdurre discontinuità operative. In un impianto produttivo ad alta intensità, dove i flussi di materiale sono sincronizzati con le linee di assemblaggio, la disponibilità dei mezzi, i tempi di rifornimento e la stabilità del ciclo diventano variabili tecniche decisive.
Abbiamo preso come esempio il programma sviluppato nello stabilimento BMW di Lipsia, dove la movimentazione automatizzata dei materiali verso le linee di assemblaggio finale si appoggia da anni a una flotta AGV articolata e consolidata. La modernizzazione attualmente in corso non interviene su una struttura sperimentale, ma su un sistema già operativo, chiamato a sostenere flussi continui e volumi elevati. Il passaggio progressivo verso l’alimentazione a celle a combustibile rappresenta quindi un caso particolarmente interessante, perché mostra come una tecnologia energetica avanzata possa essere integrata all’interno di un’infrastruttura intralogistica esistente, senza interrompere il funzionamento dello stabilimento.
Il progetto coinvolge AGV sviluppati da DS Automotion e sistemi a celle a combustibile realizzati con il contributo di Intelligent Energy e FES, Fahrzeug Entwicklung Sachsen.
L’interesse del caso BMW non riguarda soltanto la sostituzione di una tecnologia di alimentazione con un’altra. Il valore applicativo risiede nella capacità di trattare l’energia come parte integrante del progetto intralogistico, collegando sostenibilità, disponibilità dei mezzi, manutenzione, retrofit e gestione dei costi operativi. Le celle a combustibile impiegate nello stabilimento di Lipsia sono state sviluppate per inserirsi in architetture esistenti e per operare in ambiti come magazzini, logistica e distribuzione, dove compattezza, continuità e affidabilità rappresentano condizioni essenziali.
L’approfondimento completo sarà pubblicato sul prossimo numero della rivista cartacea, con un’analisi tecnica del progetto BMW di Lipsia, del ruolo dei partner coinvolti e delle implicazioni che l’idrogeno può avere nella movimentazione interna industriale.
