Alessandro Renzo, GXO: “Collocare tecnologia e competenze umane dove possono generare il maggiore valore”. Lessons Learned del sito di Trecate

Abbiamo partecipato, lo scorso 23 settembre, all’Innovation Insights Day organizzato da Dematic – parte del gruppo Kion – presso il Tech Center di Cernusco sul Naviglio, sede che ospita le filiale italiana della società statunitense, specializzata nello sviluppo di tecnologie per l’intralogistica, il material handling e l’integrazione. Nel corso della mattinata, si sono alternate alcune presentazioni, sia da parte dello staff Dematic che di alcuni ospiti, tra i quali decidiamo di dare spazio all’intervento del Managing Director di GXO Italia e Svizzera, Alessandro Renzo, che è stato particolarmente eloquente e trascinante nel suo dialogo con gli altri relatori e con il pubblico, intervenuto per l’occasione.

Alessandro Renzo ha ripercorso l’esperienza del polo di Trecate, un sito ad alta tecnologia dedicato a prestigiosi brand del settore Fashion & Luxury, spiegando come modularità degli impianti, organizzazione del progetto e competenze disponibili sul territorio incidano sulla capacità di adattare il magazzino ai cambiamenti del business. Nel polo logistico novarese, condotto interamente da team italiani, l’avviamento e la stabilizzazione hanno richiesto circa due anni, all’interno di un progetto concepito per integrare progressivamente nuove tecnologie e accompagnare l’evoluzione dei marchi del lusso.

Il suo intervento ha affrontato il lavoro necessario per portare a regime un sistema complesso e mantenerlo capace di rispondere al business durante la vita dell’investimento, quando le strategie dei clienti e i flussi da gestire possono cambiare rispetto alle condizioni che ne avevano guidato il dimensionamento iniziale.

Dematic GXO

La modularità si decide in fase di progetto

Renzo ha ricondotto l’impostazione del progetto al periodo intorno al 2018, sottolineando quanto siano mutate, da allora, le dinamiche del settore fashion & luxury e quanto questa evoluzione abbia inciso sulle esigenze della logistica. La scelta di una piattaforma modulare, descritta attraverso l’immagine dei mattoncini Lego, rispondeva alla necessità di integrare nel tempo ulteriori soluzioni, conservando una base sulla quale continuare a intervenire.

“La vera sfida è progettare pensando al cambiamento, sviluppando soluzioni modulari, anziché sistemi monolitici, che possano evolvere insieme al business, valorizzare quanto impariamo ogni giorno sul campo e rispondere ai cambiamenti del mercato”, ha spiegato Renzo.

Nel caso illustrato, il sito ospita oggi circa dieci marchi e presenta capacità dichiarate fino a 350.000 capi al giorno e 6.000 colli all’ora, due indicazioni di scala che Renzo ha affiancato alla descrizione del percorso seguito per arrivare alla stabilità operativa.

Una squadra con autonomia decisionale

Per realizzare questa impostazione, è stato allestito un gruppo di progetto organizzato come un’azienda nell’azienda, con un’autonomia decisionale che permetta di affrontare gli adattamenti necessari durante l’implementazione. La compatibilità fra i modi di lavorare delle organizzazioni coinvolte diventa, nella sua attenta lettura, un requisito concreto per collegare le scelte tecniche alle esigenze di chi utilizzerà l’impianto.

“L’esperienza maturata con Dematic a Trecate ci ha permesso di comprendere che un progetto di automazione non si costruisce semplicemente mettendo insieme aziende e tecnologie – ha dichiarato Renzo -. Occorre creare una squadra integrata, capace di condividere competenze, responsabilità e obiettivi fin dall’inizio”.

Secondo i dati presentati, l’implementazione ha coinvolto oltre 300 persone, mentre la manutenzione e il supporto operativo si avvalgono di 52 tecnici, con un presidio che copre le 24 ore. Nel metodo impiegato in questo stabilimento, alla costruzione seguono l’adattamento e la stabilizzazione, prima di procedere con ulteriori evoluzioni del sistema. In questo modo, il tempo dedicato a portare l’impianto a regime e le risorse necessarie a mantenerlo in esercizio entrano così nella valutazione del progetto insieme alle capacità di movimentazione.

Alessandro Renzo GXO
Alessandro Renzo, Managing Director di GXO per Italia e Svizzera

Dal livello di servizio alla pianificazione

Spesso si parla di grande potenza di calcolo o di trasformazione digitale, ma la vera domanda è: come si mette a terra tutto questo sul campo, garantendo che le persone adattino il proprio modo di lavorare? In GXO la risposta è da ricercare in tre pilastri principali, che cominciano con il concetto di Idea Community, a cui i dipendenti possono aderire liberamente in base alla propria esperienza e passione. In questo contesto nascono le idee pratiche di miglioramento quotidiano che permettono di applicare concretamente sul campo le tecnologie disponibili, oltre ai concetti di Digital Twin e simulazione avanzata.
Il secondo punto fermo dell’organizzazione è il team di Operations ed Engineering, che si avvale dell’esperienza di circa 50 ingegneri sul territorio che studiano e testano le nuove tecnologie. Il terzo pilastro riguarda invece i valori di pragmatismo e immediatezza della decisione, in cui l’innovazione si possa applicare per generare benefici tangibili e immediati, non solo a lungo termine.

Sul piano del servizio, Renzo ha riferito che il sito piemontese riesce a evadere e spedire in giornata il 100% degli ordini acquisiti dai sistemi entro la mattina. L’ulteriore sviluppo descritto nell’intervento riguarda l’integrazione di algoritmi di intelligenza artificiale nella pianificazione quotidiana, per utilizzare i dati del magazzino a supporto delle decisioni sulle attività da svolgere.

Renzo ha esteso intelligentemente il ragionamento anche alle collaborazioni sviluppate sulla movimentazione autonoma e sui gemelli digitali. “Crediamo fortemente che le collaborazioni orizzontali siano la strada maestra per ampliare sperimentazioni ed esperienze. Insieme ai nostri partner tecnologici abbiamo realizzato progetti e casi concreti a livello globale – ha spiegato Renzo -. Un esempio significativo è un sito logistico in Francia caratterizzato da una movimentazione completamente automatizzata tramite carrelli autonomi (AGV/AMR). La struttura è guidata da strumenti decisionali basati su intelligenza artificiale e sulla replica digitale del magazzino, che simula i flussi e invia disposizioni operative direttamente all’hardware sul campo.

Lessons learned

Fra gli insegnamenti ricavati dall’esperienza di Trecate, Renzo ha incluso la necessità di affrontare fin dalla progettazione il fabbisogno energetico di un sito ad alta automazione, considerando insieme efficienza degli impianti e produzione locale. Il fotovoltaico in copertura e la geotermia adottati nel complesso rientrano in questa impostazione, che lega le scelte tecnologiche alle condizioni economiche e operative del loro utilizzo.

Un criterio analogo riguarda la scelta del territorio, che Renzo ha invitato a valutare anche attraverso le professionalità disponibili, affiancando questa analisi a quella dei collegamenti stradali e delle reti di trasporto. Per Trecate, la vocazione tessile e manifatturiera del distretto ha rappresentato, nel suo racconto, una risorsa sia per reperire competenze tecniche nell’automazione e nell’analisi dei dati, sia per trovare la manualità richiesta dalla gestione di pelli, accessori e capi di alta moda.

Il manager ha collegato questo tema alla qualità delle mansioni, spiegando come il trasferimento alle macchine delle attività fisicamente più impegnative possa ampliare l’accessibilità del lavoro. Nel sito la componente femminile raggiunge, secondo i dati presentati, circa il 70% del personale, una quota che Renzo ha richiamato nel descrivere gli effetti organizzativi dell’automazione. Nel corso dell’intervento ha inoltre rivendicato il valore delle assunzioni dirette, alle quali attribuisce un’importanza gestionale ed etica per il settore logistico.

Tornando al valore del personale impiegato, che non decresce con l’aumento dell’automazione, ma anzi acquisisce maggior prestigio, è opportuno sottolineare come il confezionamento di pregio destinato ai marchi del lusso conserva un ruolo specifico nel processo, perché richiede una cura del prodotto e della presentazione che GXO continua ad affidare alle competenze degli addetti. È anche da queste lavorazioni che dipende la scelta di insediare un magazzino in un territorio capace di sostenerne l’attività, mettendo a disposizione tanto le professionalità necessarie a mantenere in funzione l’automazione quanto quelle richieste per preparare il prodotto alla spedizione.

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