Il colosso dell’e-commerce Zalando ha annunciato la chiusura del suo centro logistico tedesco di Erfurt, che avrà effetto entro settembre 2026. Lo stabilimento impiega attualmente circa 2.700 persone e rappresenta uno dei maggiori poli della rete logistica del gruppo in Europa. La decisione rientra in un più ampio piano di razionalizzazione post-acquisizione, dopo l’ingresso del competitor locale About You nel perimetro aziendale avvenuto lo scorso anno.
L’intervento interesserà anche altri siti operativi, tra cui tre magazzini situati fuori dalla Germania – ancora da comunicare – e gestiti in outsourcing, che verranno dismessi nel corso dello stesso processo di revisione. L’obiettivo dichiarato è riallineare capacità, stock e smistamento in un’unica rete logistica condivisa tra i due marchi, secondo logiche di maggiore integrazione e riduzione delle ridondanze.
Nel nuovo assetto, Zalando punta a consolidare la rete in 14 centri logistici distribuiti in 7 Paesi europei, con un focus su efficienza operativa, investimenti in automazione e pratiche sostenibili. Restano attivi – tra gli altri – i poli di Gießen, Lahr e Mönchengladbach, in Germania, mentre il baricentro operativo potrebbe spostarsi verso hub ritenuti più strategici dal punto di vista dei flussi e dell’interconnessione.
Il sito di Erfurt, in funzione da oltre dieci anni, ha rappresentato un elemento centrale nella prima fase di espansione logistica del gruppo, contribuendo alla gestione dei volumi crescenti legati all’e-commerce in area DACH (Germania, Austria, Svizzera). Zalando ha dichiarato che l’attività continuerà fino alla chiusura prevista e ha assicurato l’avvio immediato del confronto con il consiglio di fabbrica per la definizione di un piano sociale conforme al quadro normativo tedesco.
Secondo quanto previsto dalle procedure di ristrutturazione in Germania, il confronto con la rappresentanza dei lavoratori potrebbe portare alla formalizzazione di un accordo aziendale e di un piano sociale, strumenti abitualmente utilizzati per accompagnare chiusure o fusioni di siti.
Il gruppo ha infine comunicato l’intenzione di collaborare con le autorità locali e le istituzioni del territorio per mitigare l’impatto occupazionale e favorire eventuali percorsi di ricollocazione, confermando comunque la volontà di investire nella modernizzazione della supply chain, in coerenza con le nuove esigenze del business omnicanale.
