L’appuntamento è imminente e le date da appuntarsi sono quelle dal 22 al 24 ottobre prossimi, negli spazi di Piacenza Expo. La sede fieristica emiliana ospita la prima edizione di AGV Expo, il nuovo appuntamento specializzato nell’automazione dei flussi interni delle merci. Veicoli a guida automatica, robot mobili autonomi, software, sensoristica, sicurezza e integrazione di sistema saranno al centro di una manifestazione che nasce in una fase decisiva per l’intralogistica che contempla un nuovo livello per la movimentazione automatizzata, nel passaggio da soluzione specialistica a componente strutturale della fabbrica e del magazzino in evoluzione connettiva.
C’è una parte dell’automazione industriale che, letteralmente, si sta mettendo in movimento. Nelle fabbriche e nei centri logistici, materiali, semilavorati e prodotti finiti viaggiano sempre più spesso a bordo di mezzi capaci di muoversi senza conducente, dialogare con i sistemi informativi e inserirsi in processi produttivi che cambiano rapidamente. È uno dei segnali più evidenti della trasformazione dell’intralogistica da funzione prevalentemente operativa a elemento strategico dell’architettura industriale.
È in questo scenario che si colloca AGV Expo, nella forma della una mostra-convegno – prediletta dalla nostra casa editrice e organizzatrice della manifestazione Mediapoint & Exhibitions – dedicata ai sistemi a guida automatica e alla logistica automatizzata. Questo nuovo evento verticale sceglie di concentrare l’attenzione su un segmento tecnologico ormai sufficientemente maturo da reclamare uno spazio proprio. Perché parlare oggi di AGV e AMR significa parlare non soltanto di veicoli, ma di software, dati, sensoristica, sicurezza, gestione energetica, interoperabilità e integrazione con l’intero ecosistema della fabbrica.

Oltre il veicolo del progresso
L’immagine più immediata è quella di un robot che attraversa autonomamente il magazzino. Ma dietro quella apparente semplicità si trova una delle sfide tecnologiche più interessanti dell’industria contemporanea. Il valore di un sistema di movimentazione autonoma non dipende infatti soltanto dalla velocità, dalla portata o dall’autonomia della macchina. La variabile cruciale riguarda sempre di più la sua capacità di entrare in relazione con ciò che la circonda.
Un AGV o un AMR devono ricevere missioni, riconoscere percorsi e ostacoli, interagire con operatori e altri mezzi, coordinarsi con una flotta, comunicare con sistemi di magazzino e produzione. Devono, soprattutto, inserirsi in processi che possono essere modificati nel tempo senza trasformare ogni cambiamento di layout in un intervento complesso e costoso. È qui che la trasformazione diventa più profonda. Il passaggio dai tradizionali veicoli a guida automatica ai robot mobili caratterizzati da livelli crescenti di autonomia ha progressivamente ampliato il campo applicativo della movimentazione robotizzata. La traiettoria tecnologica porta verso sistemi più flessibili, capaci di adattarsi agli ambienti e di essere orchestrati attraverso piattaforme software sempre più evolute.
Per questo il perimetro di AGV Expo va oltre il mezzo in sé. Accanto ad AGV e AMR, la mostra-convegno di Piacenza comprende sistemi di navigazione e controllo, software e piattaforme IT, automazione di magazzino, robotica industriale e collaborativa, componentistica, sensoristica, sicurezza, tecnologie per alimentazione ed energia, material handling, system integration e servizi. In altre parole, l’intera filiera necessaria per trasformare un robot mobile in una soluzione industriale.

La partita dell’integrazione
Se c’è una parola destinata a ricorrere nei corridoi di Piacenza, è probabilmente integrazione. L’automazione intralogistica sta infatti entrando in una fase nella quale le prestazioni del singolo componente raccontano soltanto una parte della storia. Il risultato finale dipende dalla capacità di far dialogare macchine, software e processi. WMS, WCS, MES ed ERP costituiscono livelli differenti di una stessa infrastruttura digitale. A questi si aggiungono sistemi di fleet management, magazzini automatici, linee di produzione, robot industriali, stazioni di picking e dispositivi di sicurezza.
L’AGV o l’AMR diventa così un nodo mobile all’interno di questa rete. È un cambio di prospettiva importante anche per chi acquista tecnologia. Il confronto non può limitarsi alle specifiche tecniche di due veicoli: deve prendere in considerazione il costo complessivo della soluzione, la scalabilità, l’interoperabilità, la facilità di riconfigurazione, la manutenzione, la sicurezza e il ritorno dell’investimento. Soprattutto, deve partire dal processo. Automatizzare una movimentazione inefficiente senza ripensarla rischia infatti di significare semplicemente automatizzare l’inefficienza. Le applicazioni più interessanti sono invece quelle nelle quali tecnologia e organizzazione vengono progettate insieme.
Una fiera in movimento
Per tecnologie di questo tipo, una manifestazione fieristica presenta un vantaggio difficilmente sostituibile: consente di passare dalla scheda tecnica al comportamento reale. La planimetria della manifestazione prevede nel Padiglione 1 di Piacenza Expo una Demo Area dedicata ad AGV e AMR, uno spazio nel quale la componente dinamica potrà assumere un ruolo centrale. Non è un dettaglio. Un sistema mobile autonomo deve essere visto mentre lavora. Come affronta un ostacolo? Come modifica la traiettoria? Come si comporta in presenza di persone? Quanto spazio richiede per effettuare una manovra? Con quale precisione raggiunge una stazione? Come avvengono la ricarica e la gestione dell’energia? Sono domande che acquistano un significato diverso quando la macchina è in funzione. Per visitatori tecnici, responsabili di produzione e operatori logistici, la possibilità di osservare soluzioni differenti nello stesso contesto può quindi trasformare la visita in una vera attività di benchmarking.
Voce alla tecnologia
L’altro elemento qualificante dell’appuntamento piacentino è contenuto nel nome stesso del format: AGV Expo nasce come mostra-convegno. All’area espositiva sarà affiancato un programma di incontri dedicato alle tecnologie emergenti e alle applicazioni dell’automazione intralogistica. Tra i temi annunciati figurano integrazione dei sistemi, sicurezza, modelli organizzativi, casi applicativi, ritorno dell’investimento e scenari di sviluppo. Il programma dettagliato delle conferenze e l’elenco completo dei relatori sono ancora in via di definizione, mentre l’accesso agli incontri è annunciato come gratuito previa registrazione.
La componente convegnistica può rivelarsi particolarmente importante perché il mercato ha bisogno non soltanto di tecnologia, ma anche di esperienze misurabili. Quanto tempo richiede un progetto? Quali processi conviene automatizzare per primi? Quali criticità emergono nell’integrazione con un impianto esistente? Come si calcola il ritorno dell’investimento? Quali competenze devono essere presenti in azienda? Sono le domande sulle quali casi applicativi e testimonianze possono fornire indicazioni spesso più utili di una semplice presentazione commerciale.

L’attualità di un’idea
La nascita di una manifestazione interamente dedicata alla movimentazione autonoma arriva in un momento significativo. Per anni l’automazione industriale è stata costruita soprattutto intorno a macchine fisse: linee, robot, trasportatori, sistemi di stoccaggio. L’avanzata della robotica mobile introduce invece un’automazione capace di muoversi nello spazio e, almeno in parte, di adattarsi ai cambiamenti dell’ambiente. È un paradigma particolarmente coerente con una produzione che richiede lotti più piccoli, maggiore varietà, tempi di risposta ridotti e layout meno rigidi.
La flessibilità diventa così una variabile economica. Un sistema che può essere riconfigurato attraverso il software, ampliato aggiungendo nuovi mezzi o adattato a percorsi differenti offre prospettive molto diverse rispetto a un’infrastruttura progettata per rimanere immutata per anni. Naturalmente non esiste una tecnologia valida per qualsiasi processo. Trasportatori, sistemi automatici tradizionali, AGV e AMR continueranno a convivere. La questione industrialmente interessante è capire dove collocare ciascuna soluzionee come combinarle in un sistema coerente. È proprio in questa zona di confine tra tecnologie differenti che il confronto fieristico può diventare particolarmente utile e foriero di nuovi spazi per un dibattito incentrato finalmente sulla “ricerca di avvenire” per la nostra logistica industriale .
