Con l’approvazione definitiva da parte della Camera dei Deputati del disegno di legge Semplificazioni (A.C. 2655), entra finalmente in vigore una disciplina organica sull’interscambio dei pallet. Un passaggio atteso da anni dal comparto logistico, che introduce per la prima volta in Italia un quadro regolatorio chiaro e condiviso per la gestione dei pallet EPAL, elementi strutturali della movimentazione delle merci lungo l’intera filiera.
La nuova normativa, contenuta all’articolo 2 del provvedimento, chiude un percorso legislativo durato oltre tre anni e fortemente sostenuto da Assologistica, che ha svolto un ruolo centrale nel coordinamento delle istanze del settore e nel dialogo istituzionale. L’obiettivo dichiarato è superare un vuoto normativo che, nel tempo, ha generato inefficienze operative, contenziosi e distorsioni economiche, con ricadute dirette sia sui costi logistici sia sulla sostenibilità del sistema.
Fino a oggi, l’assenza di regole vincolanti sull’interscambio ha consentito pratiche unilaterali, come la ritenzione dei pallet anche in presenza di difetti contestabili, con conseguenze rilevanti per i legittimi proprietari. Secondo le stime di settore, tali comportamenti hanno prodotto un danno economico complessivo nell’ordine di circa 700 milioni di euro l’anno, alimentando al contempo un mercato parallelo poco trasparente e difficilmente tracciabile.
Il nuovo impianto normativo interviene su questo scenario introducendo un principio chiave: il diritto alla restituzione del pallet conforme oppure, in alternativa, al riconoscimento del suo controvalore economico. Il meccanismo individuato è quello dell’interscambio tramite buoni rappresentativi, che consente di formalizzare lo scambio in modo certo, tracciabile e coerente con le dinamiche operative della logistica moderna. Considerando che in Italia circolano oltre 400 milioni di pallet EPAL, per un valore potenziale stimato in circa 4,4 miliardi di euro, la portata dell’intervento risulta strutturale.
Dal punto di vista economico e operativo, l’applicazione della nuova disciplina è destinata a produrre benefici significativi lungo la filiera. Le prime valutazioni indicano una possibile riduzione del fabbisogno di reintegro annuale di pallet intorno al 30%, con un risparmio potenziale stimato in almeno 70 milioni di euro. Un dato che incide direttamente sull’efficienza dei flussi, sulla pianificazione degli approvvigionamenti e sulla riduzione delle immobilizzazioni di capitale legate agli imballaggi.
Accanto agli aspetti economici, la legge introduce ricadute rilevanti anche sul piano ambientale. La valorizzazione del riutilizzo, della corretta manutenzione e del riciclo dei pallet in legno rafforza i principi dell’economia circolare applicata alla logistica, riducendo il consumo di materia prima e migliorando la gestione del fine vita degli imballaggi. Una gestione più ordinata e trasparente dei pallet contribuisce inoltre a incrementare i livelli di sicurezza nei magazzini e nei piazzali logistici, riducendo la circolazione di unità non conformi o danneggiate.
Il provvedimento è il risultato di un lavoro congiunto che ha coinvolto, oltre ad Assologistica, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il Ministero per la Pubblica Amministrazione e numerose organizzazioni rappresentative della filiera, tra cui Confindustria, Federalimentare, Federdistribuzione, FederlegnoArredo, Unionfood, Consorzio Rilegno e Consorzio Servizi Legno Sughero. Un confronto multilaterale che ha permesso di costruire una soluzione condivisa, capace di tenere insieme esigenze industriali, distributive e ambientali.
In parallelo all’iter legislativo, si è concluso anche il lavoro di redazione delle Linee Guida operative, sviluppate dalle associazioni di filiera con l’obiettivo di rendere immediatamente applicabili le nuove disposizioni. Le linee guida rappresenteranno il riferimento tecnico per imprese, operatori logistici e committenti, favorendo un’adozione uniforme delle regole e riducendo il rischio di interpretazioni difformi.
