Per le imprese, comprendere le traiettorie evolutive del sistema logistico e intralogistico è oggi una condizione imprescindibile per orientare investimenti efficaci e sostenibili. Il regista indiscusso dei magazzini, ovvero il carrello elevatore, sta evolvendo definitivamente da mezzo operativo condotto dall’uomo a nodo intelligente della supply chain. Appare irreversibile questo cambiamento, in linea con la necessità di minimizzare i costi del personale, massimizzare la produttività e ottimizzare la gestione di tutta la catena logistica aziendale. Al principio di questo 2026 possiamo dare un’occhiata al futuro dei carrelli elevatori, che è sempre di più un futuro in cui i forklifts si muovono e comunicano autonomamente nel sistema.
Un mercato in rapida espansione
Secondo l’ultimo rapporto “Autonomous Forklift Market – Global Forecast 2025–2032”, pubblicato da ResearchAndMarkets.com, il mercato globale dei carrelli elevatori autonomi è destinato a crescere con un ritmo costante, passando dai 5 miliardi di dollari stimati per il 2025 a 9,61 miliardi nel 2032, con un tasso annuo composto (CAGR) del 9,6%. Un’espansione che conferma il ruolo sempre più centrale dell’automazione nella logistica interna, spinta dalla necessità di ottimizzare efficienza, sicurezza e gestione dei costi in contesti produttivi complessi e ad alta rotazione.
Il report analizza in profondità le direttrici tecnologiche e le dinamiche regionali che guidano la diffusione dei carrelli autonomi, evidenziando come la convergenza tra digitalizzazione, AI, connettività 5G e integrazione con i sistemi WMS ed ERP stia ridisegnando le architetture operative dei magazzini avanzati. Le imprese si orientano verso soluzioni autonome scalabili, capaci di garantire continuità operativa, tracciabilità in tempo reale e riduzione dell’errore umano, anche in risposta alla cronica carenza di manodopera qualificata e ai crescenti requisiti normativi in materia di sicurezza e sostenibilità. Il report ha incluso nella sua analisi i principali attori del settore, realtà consolidate del calibro di Toyota Industries Corporation, Kion Group, Jungheinrich, Clark, Crown e anche l’italiana E80 Group (unica realtà di casa incluso nello studio di mercato, nota per le sue soluzioni end-to-end per l’automazione logistica e la gestione intelligente dei flussi) e anche nuovi protagonisti dell’automazione. Vediamo nel dettaglio i punti più rilevanti che interessano il prossimo futuro dei carrelli elevatori autonomi, per comprendere meglio le radici di questa transizione tecnologica.

Leve tecnologiche e dinamiche regionali
Sul fronte tecnologico, l’integrazione di intelligenza artificiale, sensori avanzati e sistemi di visione consente ai veicoli autonomi di operare in ambienti complessi senza supervisione umana, garantendo fluidità operativa e precisione nei movimenti. La connettività 5G, abilitando il monitoraggio remoto in tempo reale, amplifica il livello di controllo e consente una piena integrazione con i software WMS e i sistemi ERP, assicurando tracciabilità, sincronizzazione e visibilità su tutti i processi logistici. L’impiego di algoritmi di manutenzione predittiva riduce i fermi imprevisti, mentre le tecnologie digital twin permettono di simulare e ottimizzare il layout dei magazzini e le prestazioni della flotta prima ancora di implementare modifiche reali. All’elettrificazione si affiancano oggi soluzioni a idrogeno, in linea con le strategie aziendali di decarbonizzazione e con le normative ambientali emergenti. Anche sul piano ergonomico e della sicurezza si registrano evoluzioni rilevanti: i nuovi carrelli autonomi sono progettati per interagire in modo sicuro e collaborativo con il personale, migliorando la coesistenza tra uomo e macchina negli spazi dinamici del magazzino.
L’impiego della tecnologia dei gemelli digitali (i cosiddetti digital twin) sta rapidamente diventando un asse portante della trasformazione digitale nel settore della logistica, offrendo alle aziende strumenti predittivi e analitici per ottimizzare la progettazione, la gestione e l’evoluzione degli ambienti di magazzino. Attraverso simulazioni dinamiche, questa tecnologia consente di testare virtualmente diverse configurazioni di layout, individuando in anticipo le soluzioni più efficienti per la movimentazione interna e per l’interazione ottimale con i carrelli elevatori autonomi. Oltre alla modellazione spaziale, questi sistemi permettono di analizzare le prestazioni della flotta in scenari realistici, migliorando la coordinazione tra i mezzi e massimizzando la produttività operativa. L’integrazione di dati in tempo reale – spesso veicolata da connettività 5G – trasforma il gemello digitale in un sistema adattivo, in grado di monitorare le operazioni in modo continuo e di supportare decisioni correttive in tempo quasi reale. Testando preventivamente l’impatto di nuove soluzioni logistiche, questa tecnologia riduce i rischi di interruzione dei flussi e consente un controllo più accurato dei costi, contribuendo alla resilienza strutturale dei sistemi intralogistici e alla sostenibilità delle scelte progettuali.
Sul versante economico e strategico, l’elefante nella stanza è sempre la carenza di manodopera qualificata, che si somma all’aumento dei costi operativi: fattori che stanno spingendo le aziende a investire in soluzioni autonome, capaci di aumentare la produttività riducendo al contempo l’incidenza degli errori. L’introduzione di dazi statunitensi nel 2025 ha inoltre accelerato la regionalizzazione produttiva e lo sviluppo di architetture modulari, migliorando il controllo qualità e rafforzando il supporto post-vendita a livello locale. L’automazione diventa così un elemento chiave di resilienza, capace di garantire scalabilità nei flussi e continuità nella gestione del fulfillment, anche in scenari di pressione logistica.
E mentre l’Europa concentra gli sforzi sull’adeguamento normativo in materia di emissioni, l’Asia-Pacifico sta conoscendo una rapida crescita sostenuta da politiche incentivanti e da esigenze produttive su larga scala. Si evince dunque abbastanza agilmente come la crescita del settore rifletta una convergenza tra transizione digitale, sostenibilità e necessità di garantire continuità e sicurezza nella gestione integrata dei materiali.

Idrogeno, cresce l’interesse
Il futuro dei carrelli elevatori autonomi è intimamente legato allo sviluppo di soluzioni ad alimentazione sempre più performanti e sostenibili. L’introduzione dell’idrogeno come fonte di alimentazione per i carrelli elevatori autonomi, che si affianca all’adozione di soluzioni a propulsione esclusivamente elettrica, rappresenta oggi senza dubbio uno degli sviluppi più significativi nel percorso verso una logistica a zero emissioni. L’integrazione delle celle a combustibile a idrogeno consente alle aziende di coniugare i benefici dell’automazione — come l’aumento della produttività, la riduzione degli errori e la continuità operativa — con gli obiettivi di sostenibilità e conformità ambientale richiesti dalle nuove direttive normative. In particolare, nei contesti industriali indoor, dove le emissioni dirette incidono maggiormente sulla qualità dell’aria e sulle condizioni di lavoro, il passaggio a sistemi a idrogeno offre un vantaggio competitivo concreto, migliorando la salubrità degli ambienti senza compromettere l’efficienza operativa. Una transizione che si inserisce in un quadro più ampio di decarbonizzazione delle attività di movimentazione, affiancando l’elettrificazione nei processi di rinnovamento delle flotte. In mercati regolati come quello europeo, dove la conformità alle normative sulle emissioni è un driver strategico, l’idrogeno si impone come soluzione alternativa ad alta potenzialità, capace di supportare cicli di lavoro intensivi e di contribuire alla costruzione di supply chain più sostenibili e resilienti.
