Nuovo hub Sogegross per il fresco: 35 milioni di euro di investimento. Prevista la robotizzazione dell’outbound

Nella grande distribuzione organizzata, sempre più gruppi stanno tracciando una rotta ben definita verso nuovi modelli di business che vedono nell’automazione dei flussi logistici una opportunità per elevare produttività, sicurezza e ottimizzazione dell’impiego di personale qualificato. Nel perimetro operativo del settore GDO, la logistica ha dunque progressivamente abbandonato la dimensione di funzione ancillare per assumere un ruolo determinante che plasma l’intera supply chain. Le motivazioni sono molteplici e redigere un elenco risulterebbe non esauriente. Però possiamo affermare che tra i drive principali sono da individuare senza dubbio una crescente pressione esercitata dalla variabilità della domanda, la riduzione dei tempi di consegna e la necessità di garantire tracciabilità lungo l’intera filiera.

Un esempio recente è la decisione di Sogegross – gruppo genovese leader in questo segmento di mercato, con le insegne GrosMarket, Basko, Ekom e Doro – di realizzare un nuovo hub dedicato ai prodotti freschi e freschissimi; una struttura che, tra le altre cose, prevede l’adozione di veicoli AMR (Autonomous Mobile Robots). L’esperimento riuscito applicato nell’impianto di Tortona del gruppo ha portato a replicare il sistema, questa volta già dalla fase di progettazione impiantistica.

Il nuovo hub – affidato nella costruzione all’impresa Techbau – sorgerà a Genova, nella frazione Trasta, e servirà i 255 punti vendita del gruppo dislocati tra Liguria, Piemonte, Lombardia, Toscana ed Emilia-Romagna, offrendo una capacità operativa di 16 milioni di colli e 68 milioni di chilogrammi di prodotti all’anno. Il polo si aggiunge al network di piattaforme distributive di Sogegross, situate tra Cameri (Novara), Tortona (Alessandria), Serravalle Scrivia (Alessandria) e Genova, ad ogg in grado di gestire un flusso di circa 57 milioni di colli e più di 20.000 referenze.

Luca Gattiglia, direttore generale di Sogegross

Questa evoluzione tecnologica accennata in apertura si traduce in una riconfigurazione complessiva degli impianti, che include software di orchestrazione, sistemi di movimentazione automatica e infrastrutture di stoccaggio, connessi per dialogare in modo continuo. Ne deriva un ambiente operativo in cui la gestione delle merci – dall’ingresso alla spedizione – viene progressivamente affidata a logiche integrate, capaci di aumentare la capacità di throughput, ridurre gli errori e stabilizzare le performance in contesti caratterizzati da elevata complessità operativa.

Il polo di Genova Trasta, in continuità con quanto intrapreso a Tortona dal gruppo, farà uso di un sistema di automazione avanzata, rappresentando, come sottolinea il gruppo in una nota corporate “il primo caso in Italia di robotizzazione dell’outbound nella grande distribuzione organizzata”. A Tortona, intanto, il progetto, iniziato con l’utilizzo di tre Amr per il conferimento della merce in banchina, verrà completato arrivando a 10 robot per diverse funzionalità di magazzino.

Attualmente in fase di realizzazione, il progetto genovese ha ottenuto la certificazione Leed Gold grazie anche alla presenza di un impianto fotovoltaico da 860 kW che coprirà l’intera superficie del tetto, infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici, isolamento termico ad alte prestazioni e sistemi intelligenti di gestione energetica. Come detto l’investimento complessivo per la sua realizzazione è di circa 35 milioni di euro, e rappresenta “il cuore di un piano di sviluppo triennale da 200 milioni di euro, di cui oltre 50 milioni allocati al potenziamento della rete logistica”.

Ad oggi sono state completate le fondazioni, mentre i pilastri del capannone hanno superato il 50% di avanzamento complessivo.

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