Robotica intralogistica, cresce l’adozione nei magazzini e nei centri di distribuzione

La robotica intralogistica sta entrando in una fase più matura, con un numero crescente di aziende che supera la sperimentazione iniziale e inizia ad ampliare flotte, siti e casi d’uso. È quanto emerge dalla quinta edizione della Intralogistics Robotics Survey, realizzata da Peerless Research Group in collaborazione con MHI e The Robotics Group, con l’obiettivo di analizzare adozione, utilizzo, piani di investimento, barriere e prospettive della robotica nei magazzini e nei centri di distribuzione.

L’indagine è stata condotta tra marzo e aprile 2026 su 166 campioni, comprendenti aziende attive in diversi settori: manifatturiero, con il 29%, trasporto e magazzinaggio, con il 21%, commercio all’ingrosso, con il 14%, e retail, con il 12%. I profili coinvolti spaziano dal management corporate, pari al 41%, ai responsabili logistici, pari al 20%, fino a figure legate alla gestione del magazzino e all’ingegneria industriale.

I risultati

Il primo dato rilevante riguarda il livello di diffusione. Il 52% dei partecipanti dichiara di utilizzare già uno o più tipi di robot, in crescita rispetto al 48% della rilevazione precedente. Un ulteriore 32% prevede di adottare soluzioni robotiche entro i prossimi tre anni, mentre il 12% colloca questi piani in un orizzonte temporale più lungo. La quota di aziende senza alcun progetto in questa direzione scende invece dal 9% al 3%, segnale di un mercato in cui la robotica è ormai entrata almeno nella valutazione strategica della quasi totalità delle organizzazioni coinvolte.

Accanto alla robotica, cresce anche l’interesse per altre forme di automazione intralogistica. Il 58% dei rispondenti dichiara di utilizzare o valutare tecnologie come trasportatori, sistemi di smistamento, AS/RS e shuttle, rispetto al 46% dell’anno precedente. La categoria resta ampia, perché comprende soluzioni molto diverse tra loro, dai sistemi di trasporto più semplici fino ad architetture automatiche di stoccaggio e prelievo su larga scala, ma il dato conferma un orientamento più marcato verso l’automazione dei processi logistici interni.

Le motivazioni principali dietro a questi risultati restano molto concrete. I vincoli di spazio fisico risultano la prima criticità segnalata dalle aziende, seguiti dall’aumento dei costi della manodopera, dai costi operativi superiori alle attese, dalla disponibilità di personale e dai lunghi tempi del ciclo ordine. Lo spazio è diventato uno dei problemi più difficili da affrontare, perché vincoli urbanistici, tempi di costruzione e costi di capitale rendono complesso aggiungere capacità, soprattutto vicino ai centri abitati dove le aspettative di consegna sono più elevate.

La manodopera resta comunque il principale driver decisionale. Alla richiesta di indicare il fattore più importante alla base dell’investimento in robotica, il 67% dei rispondenti cita i costi del lavoro, mentre il 33% indica la disponibilità di personale. Riduzione dei costi di manodopera, miglioramento della produttività di magazzino e incremento del throughput sono quindi i tre obiettivi più ricorrenti.

Tra le aziende ancora in fase di pianificazione, il 47% sta raccogliendo informazioni e costruendo competenze interne. Il 13% lavora su strategia e visione, mentre il 12% sta finalizzando aspetti commerciali, business case e approvazione del capitale. Le tempistiche restano variabili: il 47% prevede più di due anni dall’avvio del progetto al go-live, mentre il 23% stima un periodo compreso tra sette e dodici mesi.

Le fonti informative utilizzate nella fase di valutazione sono molteplici. Il 47% delle aziende si affida a fornitori di material handling, il 40% a vendor di robotica, il 35% ad associazioni di settore e il 33% ad analisti o società di consulenza. Anche i modelli di finanziamento risultano distribuiti: il 36% preferisce un approccio ibrido CapEx/OpEx, un altro 36% opta per il CapEx puro, mentre il 29% guarda al modello RaaS, Robotics-as-a-Service.

Sul piano applicativo, i casi d’uso più citati riguardano palletizzazione e depalletizzazione, picking di articoli e picking di pallet o unità. Guardando alle implementazioni previste, il picking di ordini o colli guida con il 57%, seguito da robot di trasporto a forche o tugger per carichi pesanti, con il 32%, robot di smistamento, con il 31%, e picking collaborativo in corsia, con il 30%. Altre applicazioni indicate comprendono movimentazione autonoma di colli, carico e scarico camion e soluzioni high-reach per carichi pesanti.

Le aziende che hanno già introdotto la robotica stanno ora ampliando il perimetro dei progetti. Il 29% dichiara di aver implementato sistemi da uno a tre anni fa e di essere oggi operativo, mentre il 17% è passato dall’acquisto al funzionamento in meno di dodici mesi. La maggior parte dei progetti raggiunge il go-live in meno di un anno: il 48% indica tempi tra sette e dodici mesi, il 26% tra tredici e diciotto mesi e il 13% sei mesi o meno. Secondo Klappich, una tipica iniziativa robotica richiede oggi da sei a dodici mesi dall’avvio alla messa in funzione, un tempo inferiore rispetto a molte forme di automazione convenzionale.

Anche i budget confermano la prosecuzione degli investimenti. Il 31% delle aziende non segnala variazioni rispetto al 2025, mentre il 45% prevede un aumento, incluso un 18% che indica incrementi superiori al 10%. Tra gli utilizzatori attuali, il modello preferito è ibrido: il 53% acquista l’hardware e sottoscrive un abbonamento software, il 37% sceglie il CapEx pieno e l’11% il RaaS. Nella maggior parte dei casi, la proprietà dei robot ricade sulle operations, con una quota pari al 63%.

Il business case resta centrale. Il ROI è il primo criterio di valutazione, indicato dal 63% dei rispondenti, seguito dal tempo di ritorno dell’investimento, con il 52%, dal costo totale di proprietà, con il 47%, e dalle prestazioni di processo, con il 41%. Il 74% delle aziende afferma che la robotica ha raggiunto gli obiettivi di business, mentre il 21% segnala risultati inferiori alle aspettative e il 5% resta incerto. Il 94% dichiara inoltre di aver raggiunto o superato le aspettative sulla rapidità con cui i sistemi hanno iniziato a produrre risultati; l’89% afferma lo stesso per prestazioni di processo, sicurezza e rischio d’investimento.

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