Amazon ha siglato un accordo globale di fornitura con AutoStore, definendo un quadro contrattuale per l’eventuale acquisto di sistemi di automazione di magazzino in diversi Paesi. L’intesa stabilisce le condizioni che Amazon potrà utilizzare per futuri ordini, ma non obbliga l’azienda ad acquistare sistemi AutoStore. Le due società non hanno comunicato il valore economico dell’accordo, i siti interessati o una tempistica per eventuali installazioni. L’accordo apre comunque alla possibilità che Amazon utilizzi la tecnologia AutoStore all’interno della propria rete globale di fulfillment.
I sistemi AutoStore si basano su una logica di stoccaggio e prelievo automatico ad alta densità. I prodotti vengono collocati in contenitori impilati all’interno di una griglia. Piccoli robot si muovono sulla parte superiore della struttura, recuperano i contenitori richiesti e li portano verso postazioni di lavoro dove operatori o altre macchine possono completare le attività di picking, packing e preparazione degli ordini.
Questa configurazione consente di concentrare un numero elevato di referenze in una superficie più contenuta rispetto agli scaffali tradizionali. AutoStore dichiara l’installazione di circa 2.000 sistemi operativi in 68 Paesi. La società, con sede in Norvegia, commercializza la propria tecnologia attraverso una rete di partner distributivi. Tra i suoi clienti figurano retailer, aziende manifatturiere, realtà sanitarie e operatori di logistica conto terzi.
Amazon dispone già di una propria infrastruttura robotica sviluppata internamente, ma integra anche tecnologie di automazione fornite da aziende esterne. La rete fulfillment del gruppo utilizza robot e altri sistemi automatizzati per movimentare l’inventario, portare i prodotti agli operatori, smistare pacchi e preparare gli ordini per la consegna.
