AGV PMI DS Automotion

L’automazione alla portata delle PMI? DS Automotion parte da due AGV

In un Paese caratterizzato da una grande maggioranza di PMI, come l’Italia, che ne conta oltre 210.000 (dati del 2025), viene da chiedersi se l’automazione intralogistica si stia presentando alla porta con un approccio sbagliato o, per lo meno, non ben calibrato. Il biglietto da visita è quello dei grandi impianti, degli investimenti impegnativi e delle profonde riorganizzazioni aziendali; una questione che abbiamo ritrovato anche nel confronto con gli operatori durante i convegni organizzati da FAB in occasione di AGV Expo, dove è emerso quanto la percezione della complessità possa ancora rappresentare un ostacolo alla diffusione della robotica mobile. In un tessuto produttivo come il nostro, comune ad altri Paesi europei, è comprensibile che l’idea di affrontare un progetto di automazione integrale possa suscitare qualche esitazione. Ma siamo davvero sicuri che, per automatizzare il trasferimento di materiali tra due reparti, sia necessario ripensare l’intera organizzazione dello stabilimento?

È una domanda sulla quale vale la pena soffermarsi. Perché favorire l’accesso delle PMI all’automazione significa anche ridimensionare la complessità dei progetti, individuando soluzioni proporzionate alle effettive esigenze operative e alla capacità di investimento delle aziende. A volte, per cominciare, possono bastare due veicoli e un processo di trasporto ben definito.

È precisamente su questa impostazione che si concentra la proposta di DS Automotion, produttore austriaco di AGV e AMR che, attraverso un approccio basato sulla standardizzazione intende rendere economicamente sostenibile l’introduzione di sistemi di trasporto a guida automatica anche in applicazioni di dimensioni contenute, con flotte composte da due a cinque AGV.

L’obiettivo è intervenire su uno dei principali elementi che possono scoraggiare le imprese dall’avvicinarsi alla robotica mobile: i costi e i tempi necessari per progettare e integrare una soluzione sviluppata specificamente per ciascun contesto produttivo.

Anziché affrontare ogni installazione come un progetto completamente nuovo, DS Automotion ha deciso di puntare sulla standardizzazione dei processi di trasporto ricorrenti, delle interfacce tecniche e delle attività progettuali, riducendo la necessità di personalizzazioni e contenendo il relativo impegno ingegneristico.

“Molti clienti hanno esigenze applicative relativamente circoscritte e cercano una soluzione economicamente sostenibile per avvicinarsi all’automazione – spiega Kurt Ammerstorfer, Head of Sales, Product Management & Marketing -. Con il nostro approccio standardizzato creiamo le condizioni più adatte per rispondere a questa necessità”.

AGV PMI DS Automotion
Kurt Ammerstorfer, Head of Sales, Product Management & Marketing (©DS Automotion)

Standardizzare i processi, prima ancora dei veicoli

L’aspetto interessante della proposta riguarda il suo punto di partenza. La standardizzazione, infatti, non interessa esclusivamente il robot mobile, ma l’intera applicazione intralogistica. Già durante la fase di progettazione vengono definiti i flussi di materiali, le logiche di trasporto, le interfacce e le funzionalità del sistema di supervisione e controllo. In questo modo è possibile delimitare preventivamente l’ambito dell’intervento, ridurre le variabili progettuali e rendere più prevedibili le successive fasi di implementazione.

Come base tecnologica vengono impiegate piattaforme veicolari standardizzate, tra cui Amadeus mono, ma il fulcro del progetto rimane l’automazione di operazioni di trasporto ripetitive e chiaramente identificabili. Una distinzione importante, soprattutto per quelle aziende che non hanno necessità di realizzare un magazzino completamente automatizzato, ma devono semplicemente migliorare l’efficienza di alcuni collegamenti interni tra produzione, stoccaggio e movimentazione dei materiali.

La gamma del costruttore austriaco, sviluppata sulla base di oltre quarant’anni di esperienza nella robotica mobile, comprende soluzioni per differenti tipologie di unità di carico e applicazioni intralogistiche.

“La chiave risiede nella standardizzazione sistematica dei processi ricorrenti – aggiunge Ammerstorfer -. In questo modo sviluppiamo soluzioni che possono essere implementate rapidamente e che, allo stesso tempo, soddisfano gli elevati requisiti di qualità e sicurezza richiesti dalle applicazioni industriali”.

Abbassare la soglia d’ingresso

Il ricorso a modelli di calcolo dei costi standardizzati e a prestazioni progettuali definite in anticipo dovrebbe consentire, secondo l’azienda, di abbreviare le fasi di elaborazione delle offerte, progettazione e implementazione. La riduzione delle attività di ingegnerizzazione specifiche per ciascun progetto rappresenta inoltre uno dei principali strumenti attraverso i quali l’azienda intende contenere l’investimento iniziale.

Naturalmente, la convenienza di una soluzione standardizzata dipende dalla compatibilità tra i requisiti operativi dell’utilizzatore e le configurazioni previste dal fornitore. La variabilità dei flussi, le condizioni ambientali, le esigenze di sicurezza e le interfacce con i sistemi esistenti rimangono parametri da valutare attentamente Il punto è evitare che questa valutazione si trasformi automaticamente in un progetto di dimensioni sproporzionate rispetto al problema da risolvere.

DS Automotion intende quindi trasferire parte delle metodologie sviluppate nei progetti complessi ad applicazioni con requisiti più circoscritti, con la prospettiva, dichiarata dall’azienda, di realizzare installazioni nell’arco di pochi mesi.

Tornando alle riflessioni emerse durante AGV Expo, riteniamo che sia proprio questa capacità di proporre percorsi graduali che potrebbe contribuire ad avvicinare all’automazione una platea più ampia di imprese italiane. L’innovazione tecnologica, del resto, è oramai ampiamente disponibile. Ciò che però spesso manca è una corrispondenza sufficientemente chiara tra le possibilità offerte dai sistemi automatici e le esigenze, talvolta molto più semplici, di chi dovrebbe adottarli.

Per i costruttori e gli integratori, la sfida consiste allora anche nel rendere comprensibili, accessibili e proporzionati gli investimenti, aiutando le aziende a individuare dove l’automazione possa generare benefici concreti, senza imporre trasformazioni organizzative non necessarie. Perché l’ingresso nella robotica mobile non deve obbligatoriamente coincidere con una rivoluzione dello stabilimento. Può cominciare, più pragmaticamente, da un singolo flusso di materiali che oggi viene ancora gestito manualmente.

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